Costi della politica: dal 2014 Valsamoggia
ha risparmiato oltre 800mila euro

2014 – il primo consiglio comunale di Valsamoggia convocato in Piazza Garibaldi a Bazzano

Che l’unificazione dei nostri cinque comuni avrebbe portato risparmi era previsto e infatti, dopo soli quattro anni di lavoro, sono ormai oltre 3 milioni di euro le riduzioni sulle spese generali dell’ente, come emerge dal bilancio consuntivo approvato mercoledì sera in Consiglio Comunale. Tra i vari risultati raggiunti (per esempio gli oltre 27 milioni di euro di investimenti già realizzati), credo sia significativo il dato sui risparmi dei costi della politica che ammontano a oltre 800mila euro dal 2014 a oggi. Un risparmio che deriva dalla diminuzione complessiva delle spese per le indennità non solo del Sindaco, ma degli Assessori (che per effetto dell’unificazione sono calati da 23 a 5) e dei consiglieri (passati da 77 a 16). Quest’anno quei risparmi li abbiamo usati ad esempio per ridurre le rette della mensa scolastica, abbattendo di oltre 200mila euro i costi per le famiglie. Una dimostrazione del fatto che impegnandosi concretamente, non solo a parole, si possono veramente ottenere risultati molto utili per le nostre comunità.

Questi dati, contenuti nella relazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2017, ci dicono inoltre che sono stati raggiunti i tre principali obiettivi per cui è nata Valsamoggia:

1) estendere i servizi. Un risultato raggiunto perché i servizi esistenti sono stati estesi a tutti, compresi i territori degli ex comuni che non li avevano perché carenti di risorse finanziarie.

2) sostenere le fasce più deboli. Un risultato raggiunto spostando su queste persone le risorse che consentissero a tutti i cittadini del comune di Valsamoggia ad avere garantiti, indipendentemente dalla condizione economica e alla residenza, i diritti di cittadinanza, salute e istruzione. Il sostegno alle fasce deboli è confermato anche dagli impegni sottoscritti con le sigle sindacali nella contrattazione annuale territoriale, siglata anche per il 2018. Come è stato fatto lo spiega l’Assessore al Bilancio, Fabio Federici“Con una politica tariffaria e tributaria che ha ridotto il prelievo – alleggerendolo – per le fasce deboli e mantenendolo praticamente inalterato per i redditi più alti. Questo perché la condizione economica non deve essere un ostacolo all’accesso ai servizi dove per servizi intendo, ad esempio, anche la gita scolastica degli studenti.”

3) qualificare la spesa“Perché è vero che avevamo l’obiettivo di ridurre le spese della PA – spiega ancora Federici – ma avevamo soprattutto quello di garantire i servizi. E per farlo, a parità di entrate, abbiamo spostato le risorse dai costi indispensabili per il funzionamento della macchina comunale, ai costi per sui quali possiamo fare scelte politiche cioè sui servizi alla persona, alla cultura e al territorio. Per esempio, i servizi generali che fino al 2015 pesavano per il 32% sul bilancio corrente, oggi pesano per circa il 21,55%. Le risorse sono passate dal finanziare il funzionamento classico della macchina a sostenere la cultura, i servizi alla persona, il territorio, le Proloco, gli impianti sportivi, le polisportive. Risultati che non tutti i Comuni possono dire di poter raggiungere con disinvoltura.”

INVESTIMENTI, ENTRATE, USCITE

Sul lato degli investimenti la media di Valsamoggia è percentualmente superiore a quasi tutti i comuni della provincia di Bologna e, dato più importante, il livello si mantiene costante nel tempo rendendo il territorio competitivo rispetto ad altri come dimostra la crescita demografica. Nell’ambito dei Comuni della Città metropolitana Valsamoggia ringiovanisce grazie all’arrivo di nuove famiglie che vedono questo territorio come un punto d’approdo interessante per il loro futuro.

Entrate: il bilancio evidenzia come nonostante siano confermate anche quest’anno le riduzioni delle aliquote fatte nel 2015, siano aumentate le entrate Irpef 2017 (+660mila euro circa) per via di un aumento del reddito e del numero dei cittadini di Valsamoggia. L’altro dato significativo sono i -200mila euro di entrate sui servizi alla persona per effetto del nuovo sistema tariffario che riduce le tariffe per le famiglie entrato in vigore nei mesi scorsi.

Le uscite sono in linea con il 2016. Il grosso della spesa corrente è su servizi e sul territorio (tra cui sport, servizi, nuovi agenti di polizia municipale). Ridurre la spesa pubblica non è un obiettivo in sé quanto piuttosto utilizzare bene i soldi che derivano da questa riduzione.

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