In Valsamoggia il primo campo da tennis in terra rossa sintetico

E’ stato inaugurato sabato presso la Polisportiva Monteveglio, il primo campo in terra rossa su fondo sintetico della regione Emilia-Romagna. La certificazione RedPlus garantisce un livello di gioco equivalente ai tradizionali campi di gioco e rende il campo in vera terra rossa, brevettato e certificato ITF SLOW 1, omologato per i tornei.

Si aggiungono ridotti costi di manutenzione e garanzia 10 anni, importante per garantire la durata dell’investimento dell’amministrazione comunale.

 

In attesa del palazzetto di prossima realizzazione (la palestra della vicina scuola primaria per la quale saranno investiti circa 2mln di euro), un altro importante tassello si aggiunge alla riqualificazione del centro sportivo di Monteveglio per il quale l’investimento complessivo ammonta a circa 200mila euro.

Nel corso della cerimonia – a cui hanno partecipato anche Angelo Zanetti, Assessore allo sport di Valsamoggia e Nerino Zironi, Presidente Lega Tennis Bologna -, abbiamo ricordato anche il famoso gruppo tennis Monteveglio, che con una raccolta fondi riuscì a realizzare la copertura (alle nostre spalle nelle immagini) che dopo 23 anni risulta una delle strutture più utilizzate di tutto il territorio e che ha consentito la crescita di tanti giovani tennisti. Per questo, insieme a uno dei rappresentanti di allora, Giorgio Degli Esposti, abbiamo “testato” (o almeno ci abbiamo provato), il campo prima dell’ingresso in campo dei “veri” giocatori, due giovani promesse del tennis emiliano: Manuel Soli e Fabrizio Magni.

Grazie alla Polisportiva, al suo Presidente Giacomo Casagrande, e a tutti i volontari dello sport!

POLISPORTIVA MONTEVEGLIO
Via della Pace, 2 c/o – Loc. Monteveglio –
Tel. 051 6701050 Cell. 334 6192526
polisportiva.monteveglio@gmail.com

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Seconda tappa a Monteveglio per il progetto “5 piazze per 1 comune”

Oltre 1,5mln di euro per riqualificare i centri dei cinque Municipi. Motore del percorso sarà la condivisione delle idee con la cittadinanza. Centri più vivibili, funzionali e sicuri. È con questi obiettivi che nasce “5 Piazze per 1 Comune”, progetto che intende riqualificare, attraverso un percorso condiviso, le piazze dei cinque Municipi che compongono Valsamoggia: Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno. I nuovi interventi completano e aggiornano il quadro degli investimenti dei cinque centri urbani iniziato qualche anno fa.

2° TAPPA: MONTEVEGLIO

Martedi si è svolta la presentazione pubblica dello studio di fattibilità della piazza di Monteveglio la cui riqualificazione (immagini di seguito) è finalizzata a creare luoghi più attrattivi, funzionali e attrezzati visto che attualmente sono di fatto aree prevalentemente destinate alla sosta.

Gli indirizzi principali dati ai progettisti sono il mantenimento della multifunzionalità degli spazi e del numero dei posti auto, per garantire lo svolgimento del mercato settimanale e delle attività di promozione culturale e turistica, il potenziamento delle dotazioni di aggregazione e il miglioramento delle condizioni di sicurezza con il potenziamento dell’illuminazione, della videosorveglianza e dei percorsi protetti per pedoni e ciclisti. Di seguito il progetto presentato, che ha già visto una prima condivisione con il Consiglio di Municipio e le attivtà produttive locali.

Il progetto è visibile anche nell’atrio del Municipio di Monteveglio. Prossima tappa Bazzano, Sala Consiglio, lunedi 22 maggio ore 20.30. Fateci sapere cosa ne pensate.

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Il progetto “5 Piazze per 1 Comune” fa più bella Valsamoggia

Oltre 1,5mln di euro per riqualificare i centri dei cinque Municipi. Motore del percorso sarà la condivisione delle idee con la cittadinanza.

Centri più vivibili, funzionali e sicuri. È con questi obiettivi che nasce “5 Piazze per 1 Comune”, progetto che intende riqualificare, attraverso un percorso condiviso, le piazze dei cinque Municipi che compongono Valsamoggia: Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno. I nuovi interventi completano e aggiornano il quadro degli investimenti dei cinque centri urbani iniziato qualche anno fa.

Gli studi di fattibilità dei nuovi interventi sono stati curati dallo studio di architettura “Architetti Masi e Ricciardi Associati” e saranno presentati alla cittadinanza in incontri pubblici specifici nel corso dei quali saranno raccolte ulteriori proposte utili ad elaborare i progetti esecutivi necessari per l’appalto dei lavori previsti per il 2018. Il calendario degli incontri, inaugurato sabato a Castello di Serravalle con una presentazione alla cittadinanza da parte del Sindaco Daniele Ruscigno e dell’architetto Elisabetta Masi, prosegue il 17 maggio a Monteveglio (ore 20.30 sala consiglio, Piazza Libertà) e il 22 maggio a Bazzano (ore 20.30 sala consiglio, Piazza Garibaldi).

Gli incontri di questi giorni con la cittadinanza sono stati preceduti da un confronto con i commercianti delle tre piazze nelle quali i nuovi interventi saranno maggiori. Da loro, che hanno giudicato positivamente gli interventi, sono già arrivati alcuni contributi. Completeremo infine il percorso partecipativo con un sondaggio online che ha l’obiettivo di raccogliere contributi dei cittadini anche tramite la rete.

“Ciascuna piazza – ha commentato l’architetto Masi nel corso del primo incontro a Castello di Serravalle – presenta caratteristiche proprie che hanno suggerito gradi di progettazione diversi e specifiche proposte di intervento. Saranno invece la scelta degli elementi architettonici e l’utilizzo di materiali ricorrenti, a darne una comune identificazione”.

Entrando nel dettaglio degli interventi, a Crespellano i lavori sono già in corso essendo il progetto già approvato dalla precedente amministrazione, poi finanziato ed appaltato da Valsamoggia. La pavimentazione prevista è stata integrata con la riasfaltatura del manto e il rifacimento della segnaletica delle zone limitrofe, compresa via Marconi, per l’individuazione di nuovi posti auto. Per la piazza di Bazzano pensiamo a una rifunzionalizzazione dell’area, con il potenziamento dell’illuminazione, la riorganizzazione di percorsi pedonali e carrabili più fluidi e controllati, il mantenimento degli attuali posti auto ma in un’area minore e la riqualificazione di alcuni arredi che ne favoriscano una maggiore vivibilità in un’ottica di restituzione di spazio. A Monteveglio e Castello di Serravalle l’intervento sarà invece più corposo perché finalizzato a creare luoghi più attrattivi e funzionali attrezzati visto che attualmente sono di fatto aree prevalentemente destinate alla sosta. A Monteveglio si pensa ad una generale riorganizzazione dello spazio e all’integrazione di nuovi spazi verdi mentre per Castello di Serravalle l’intervento è finalizzato al riconoscimento della piazza anche attraverso uno spazio delimitato da aiuole verdi e attrezzato per il gioco dei bimbi e la sosta, con l’illuminazione perimetrale e la sistemazione delle alberature per valorizzare l’intera piazza. In entrambe le soluzioni saranno salvaguardati gli attuali posti auto e la multifunzionalità degli spazi. Per Savigno si è pensato infine a interventi di manutenzione straordinaria tesi a ripristinare alcuni tratti ammalorati, rispetto ad un progetto già di per sé funzionale.

1° TAPPA: CASTELLO DI SERRAVALLE

Ecco lo studio di fattibilità per la Piazza di Castello di Serravalle. Il progetto ha raccolto le indicazioni che miravano a mantenere la polifunzionalità degli spazi (parcheggi, mercato settimanale e feste) con l’inserimento di arredi urbani per migliorare la fruibilità (panchine, giochi) e il potenziamento dell’illuminazione. Ecco le tavole. Fateci sapere cosa ne pensate.

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Nuova Bazzanese: aggiornamento lavori e tempi

La buona notizia è che i lavori procedono con un significativo anticipo rispetto alla tabella di marcia, fatto sicuramente raro in tema di opere pubbliche. La buonissima notizia è che grazie a questo, entro un anno – cioè in largo anticipo rispetto alla scadenza prevista – apriranno alcuni tratti fondamentali per il nostro territorio.

Impresa e tecnici della Città metropolitana che sono al lavoro quotidianamente sul tracciato, ci hanno confermato la possibilità che il nodo della Muffa possa essere consegnato entro 12 mesi da oggi mentre l’apertura del sottopasso di Via Bargellina il 1 luglio 2017. Dopo queste due aperture speriamo di poter aprire in anticipo anche il collegamento con il nuovo casello di Valsamoggia sull’A1, ultimo nodo strategico prima della consegna definitiva di tutoli tratto prevista per il primo semestre 2019.

La nuova bazzanese consiste in circa 14km di nuove strade. L’occasione per fare una verifica sullo stato dei lavori – iniziati ufficialmente nel maggio 2015 per i successivi quasi 4 anni – è stata la visita in cantiere della settimana scorsa in compagnia dell’Assessore Regionale ai trasporti Raffaele Donini, del Consigliere Delegato alla viabilità della Città metropolitana Marco Monesi, dell’Assessore del Comune di Valsamoggia Fabio Dardi e di Cesare Barone in rappresentanza della municipalità di Crespellano oltre ai tecnici di tutti gli Enti interessati e dell’impresa.

Il nuovo ponte sul Samoggia

La bazzanese sul blog:

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School Maker Day 2017 dedicato ai temi della cultura digitale

Inaugurato stamattina (e rimane fino a domani 6 maggio) all’Opificio Golinelli lo “School Maker Day 2017”, iniziativa che dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Belluzzi-Fioravanti’ di Bologna, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per Emilia-Romagna, attraverso il Servizio Marconi TSI, la Fondazione Golinelli e Città Metropolitana di Bologna.

L’evento nasce perché nel mondo della scuola stanno emergendo nuovi modelli di progettazione e di pensiero che introducono tecnologia ed innovazione come il Making. Il Making (FARE) è un modo di apprendere legato alla valorizzazione del Fare e del Pensare portando a ragionare per progetti e non per discipline.

I Makers sono appassionati di tecnologia, design, arte, sostenibilità, modelli di impresa innovativi. La cultura Maker enfatizza l’apprendimento attivo (learning-by-doing) in ambiente sociale; privilegia l’apprendimento condiviso motivato dal divertimento e auto-realizzazione; incoraggia l’applicazione delle nuove tecnologie, e l’esplorazione di contaminazioni tra domini culturali tradizionalmente separati.

In ogni tipo di scuola e ad ogni età l’approccio del Fare incoraggia gli alunni a mettersi in gioco e sviluppare la propria creatività. L’evento di quest’anno è dedicato ai temi della cultura digitale.

School Maker Day nasce per stimolare il confronto tra le scuole attraverso le esperienze di alunni ed insegnanti raccontate in prima persona ed esposte con i prototipi da loro realizzati.

Il programma dell’iniziativa si svolge su due giornate. La prima è dedicata alla formazione dei docenti e si compone di due parti: una sessione plenaria che sarà occasione di confronto delle esperienze delle scuole e una serie di workshop tematici di approfondimento, alcuni dei quali aperti anche a studenti delle scuole superiori. La seconda giornata, prevista il 6 maggio, è interamente dedicata al momento espositivo, e gli alunni di oltre 40 scuole, dalla primaria alle superiori, presenteranno i loro progetti.

SCHOOL MAKER DAY 2017

Venerdì 5 maggio 2017
ore 9:00 – 17:30

Sabato 6 maggio 2017
ore 10:00 – 17:00

Opificio Golinelli in Via Paolo Nanni Costa, 14 – Bologna

Programma

Venerdì 5 maggio 2017

  • fino alle 13:30 Laboratori e convegni sulla cultura digitale.
  • 13:30 – 14:30 Pausa.
  • 14:30 – 17:30 Laboratori e convegni sulla cultura digitale

Sabato 6 maggio 2017

  • 10:00 – 13:00 Esposizione dei progetti e dei prototipi realizzati dalle scuole.
  • 13:00 – 14:00 Pausa.
  • 14:00 – 17:00 Esposizione dei progetti e dei prototipi realizzati dalle scuole.

Per le iscrizioni alle due giornate: www.schoolmakerday.it

Per informazioni: segreteria organizzativa makers@schoolmakerday.it

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Opere pubbliche Valsamoggia: altri 20milioni di euro in tre anni.

Ammontano circa a 20milioni di euro le risorse destinate al Piano Triennale 2017-2019 delle Opere Pubbliche di Valsamoggia. Della cifra complessiva, oltre il 90% riguarda interventi che verranno iniziati nel 2017. Questo si somma agli investimenti in manutenzione ordinaria (quasi un altro milione di euro) di parchi, luoghi pubblici, strade e fiumi.

Valsamoggia, grazie ai vantaggi finanziari e ai risparmi della sua unificazione, investe in opere pubbliche in media oltre il triplo pro capite rispetto a tutti i comuni di Bologna e della regione Emilia-Romagna.

Tra i lavori previsti nei prossimi 12 mesi, i principali riguardano le scuole:

  • Realizzazione scuola materna Castello di Serravalle (3,5mln di euro)
  • Realizzazione palestra nuova scuola primaria “A.Venturi” di Monteveglio (1,950mln di euro)

La viabilità e la cicloviabilità:

  • Realizzazione di pista ciclabile di collegamento Monteveglio/Bazzano Via Barlete (1,540mln di euro)
  • Realizzazione percorso ciclo-pedonale Pragatto/Crespellano (89mila euro)
  • Viabilità di comparto Martignone – Tangenziale di Ponte Samoggia – Collegamento raccordo autostradale A1 / Via Emilia (3,5 mln di euro)

La manutenzione:

  • Adeguamento fognature via Caduti di Sabbiuno Bazzano (550mila euro)
  • Realizzazione fognatura via Papa Giovanni XXIII – via Provinciale Ovest (230mila euro)
  • Manutenzione straordinaria strade Anno 2017 (350mila euro)

Il recupero di edifici per restituirli alla cittadinanza:

  • Ristrutturazione centro sociale anziani Savigno (130mila euro)
  • Realizzazione Centro Giovanile Crespellano (400mila euro)

Lo sport:

  • Copertura campo Castello di Serravalle (200mila euro)
  • Manutenzione straordinaria centro sportivo Bazzano (200mila euro)
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25 aprile 2017 – 72esimo anniversario della Liberazione

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Buongiorno a tutti e benvenuti anche quest’anno alle Celebrazioni per il 25 aprile.

Come ogni anno, ci ritroviamo in tutte la Piazze italiane per ricordare l’anniversario di quella data che per le nostre popolazioni simboleggia la fine di un incubo, la fine della privazione della libertà operata dal regime nazifascista, che tanto dolore e sofferenza ha provocato alle famiglie italiane, costrette ad anni di violenze e soprusi; in un’epoca storica che ha portato alla morte di milioni di persone innocenti nel nome di una superiorità presunta di una razza, di una civiltà, sul resto del mondo.

Lo ricordo perchè per molti, a soli settant’anni da quel periodo, questa giornata si è ridotta purtroppo a un giorno di vacanza da passare al mare o magari a fare shopping in un negozio, dimenticando soprattutto la scelta che fecero molti giovani donne e giovani uomini di non piegarsi e spesso di sacrificare la propria vita per la libertà che noi abbiamo e di cui possiamo godere oggi.

Troppo spesso sento persone che parlano di quel periodo come, tutto sommato, di un tempo in cui le cose non andavano poi così male e altre ancora che addirittura rispolverano antichi simboli di quel regime fascista che nulla ha da condividere con una società che si possa definire civile.

E questo è molto pericoloso.

Se la comunità, che è la somma di tutti noi, dimentica o peggio ancora modifica i fatti a proprio piacimento si lascia proprio quello spazio che permise ai populismi di affermarsi e radicalizzarsi sino alla presa del potere e alla repressione contro i dissidenti.

Siamo portati a pensare che la colpa sia sempre degli altri ma furono proprio le persone, persone comuni, quelle che oggi definiremmo parte della maggioranza silenziosa, che fecero crescere quel gigantesco mostro che ci trascinò in uno dei periodi più bui della storia recente, nell’indifferenza di quello che succedeva ‘agli altri’ di turno, o peggio ancora nella tentazione di sfogare frustrazioni o voglia di banale rivalsa per interessi privati e particolari, magari verso chi con il duro lavoro aveva ottenuto miglioramenti della propria condizione di vita.

Vedo molte analogie in questa società. Vedo quell’indifferenza. Vedo quel disagio. Vedo quella voglia di trovare semplificazioni e capri espiatori. Vedo quell’odio.

Mai mi sarei immaginato nel 2017 come Sindaco di questa comunità di dover fare un’ordinanza che richiama la necessità di vigilare sulle nostre feste di paese affinché siano impediti l’esposizione e la vendita di oggetti nazifascisti.

Mai mi sarei immaginato di vedere tante persone, figli di quella generazione che tanto ha pagato in termini di sangue e sofferenza, interessate ad acquistare quegli oggetti.

Mai mi sarei aspettato di vedere tra quelli che dovrebbero rappresentare il popolo nelle istituzioni – quel ruolo che hanno proprio grazie al sistema democratico per cui tanti hanno combattuto – cavalcare la tigre di questo disagio, non lavorare per attutirne i sentimenti risolvendo i problemi. Vedo seminare voglia di vendetta, non coltivare la solidarietà della comunità.

Vedo rispolverare anche vecchi slogan e cavalli di battaglia di quei populismi che senza più gli anticorpi della conoscenza della storia, riprendono vigore tra la gente, tra i giovanissimi, nell’immaginario di poter ritornare in un mondo, del tutto inventato, in cui l’eliminazione dell’altro avrebbe portato benessere e sicurezza a tutti, e non privazione ed orrore come invece è stato.

Vedo l’indebolimento del sogno europeo e il successo sulla scena di leader apertamente razzisti ed estremisti. Penso all’Ungheria, a quello che potrebbe succedere in Francia. Penso al neoeletto presidente americano Trump e ai suoi muri. La tentazione – a cui hanno apertamente ceduto per esempio i sostenitori della Brexit – di pensare prima ai propri interessi, senza capire che questo significa innescare un domino in cui saranno anche i nostri interessi alla fine ad essere danneggiati. Vittime di una valanga che prima o poi ci raggiungerà e di cui siamo stati noi stessi a far rotolare la prima pietra. Nell’illusione che il sistema pacifico e democratico che esiste in Europa solo da qualche decennio sia una cosa naturale ed immutabile, capace di resistere a tutto, e quindi cosa sarà mai toglierne ognuno un piccolo pezzettino.

Penso all’incapacità, non solo di condannare apertamente, ma spesso addirittura di saper vedere, comportamenti antidemocratici come quelli perpretati dal regime turco, che ogni giorno aggiunge elementi pericolosi per la democrazia e per la tenuta di tutto il sistema mondiale. E lasciatemi, in questo senso, ringraziare tutti quelli che si sono mobilitati per riportare a casa il giornalista Gabriele Del Grande, bloccato perchè colpevole solo di fare il suo lavoro, raccogliere la testimonianza della tragedia dei profughi siriani e fare luce sulle atrocità dietro la più ampia tratta dei migranti.

E proprio i migranti, o meglio i richiedenti asilo, sono diventati i nuovi “diversi” sui cui concentrare l’attenzione dei novelli fasulli patrioti e su cui proprio non si può tacere nella giornata in cui parliamo di diritti e democrazia. Da un lato essi sono strumento di guadagno per gli aguzzini senza alcuna pietà umana: i mercanti di uomini, rivisitazione dei mercanti di schiavi dell’epoca moderna. Dall’altro, formidabile strumento per battaglie politiche di gruppi che senza scrupoli banalizzano l’immane tragedia di questi uomini e donne e fomentano paure alimentando falsità e pregiudizi talmente enormi da stentare a pensare che qualcuno possa veramente credere a quelle bugie.

E invece in molti cadono in quella trappola, in quella disinformazione, a quella promessa magari di una vita più sicura semplicemente togliendo di torno il nemico di turno. Fatta mitizzando singoli episodi, per un pugno di voti e per interessi di facile gloria personale. Magari senza mai proporre alcuna soluzione realmente percorribile, ma solleticando la pancia di alcuni strati di popolazione, quelli più vulnerabili, vuoi per le condizioni economiche, vuoi per lo sfilacciarsi dei legami sociali. Per quella presunzione di gran moda oggi, di non aver mai bisogno che nessuno ci insegni nulla. Nessun bisogno di sapere nulla del passato, nessun bisogno degli storici e sfiducia verso ogni cosa ammantata di istituzionalità e ufficialità.

Ecco. Credo che a questo servano questi momenti. A scuoterci.

A chiederci se abbiamo fatto troppo poco con i nostri figli, con i nostri fratelli con i nostri amici per ricordargli come sono andate le cose.

A chiederci se come istituzioni stiamo facendo abbastanza nelle scuole, nelle famiglie, per superare quella diffidenza che bolla tutto ciò che riguarda la storia di quegli anni come un fatto ‘politico’ e non come tragici eventi da ricordare per non ripeterli, come invece sta accadendo, in futuro.

In questo senso, grazie anche alle ANPI di Valsamoggia che ringrazio di cuore, abbiamo recentemente presentato due libri di straordinaria valenza: uno curato da un brillante e appassionato giovane storico, Daniel Degli Esposti, che si intitola “Radici di Futuro” e racconta la storia dei tanti monumenti dedicati ai nostri caduti disseminati in tutta Valsamoggia.

L’altro che ricorda l’immane tragedia che ha vissuto l’eroina partigiana Gabriella Degli Esposti, di Calcara, torturata e uccisa per essersi opposta al regime fascista, raccontata da sua figlia Savina Reverberi.

Vi voglio lasciare proprio con un passaggio di quel testo, quello in cui viene riportata la motivazione del conferimento della medaglia d’oro al valor civile a Gabriella, giovane donna, madre di due piccole bambine e che portava in grembo il terzo figlio che sarebbe nato solo poche settimane dopo.

Questo è stato il volto del fascismo, questo è il vero volto dei regimi antidemocratici odierni, ad ogni latitudine. Il volto che stava nascosto dietro a un consenso politico inizialmente nato col populismo e la demagogia. Questo è il rischio che porta con sè la continua battaglia ad un sistema che invece, pur con tutte le difficoltà, ci garantisce libertà e democrazia.

Dobbiamo riscoprire la nostra Coscienza attiva. La coscienza che ci possa fare uscire dall’individualismo predominante e da quella sottile bolla in cui ci illudiamo di poter vivere sereni semplicemente lasciando fuori tutti gli altri, alzando muri o creando nuove categorie da combattere.

Questo è forse l’insegnamento più forte che credo dovremmo tenere sempre bene a mente: lavorare per unire e non per dividere.

Perché non ce lo dobbiamo dimenticare mai ci si salva solo tutti insieme.

Buona Festa della Liberazione a tutti!

Viva la Resistenza Viva l’Italia

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Adottato il primo Piano Operativo Comunale di Valsamoggia

Tante nuove imprese e rigenerazione del territorio per trainare la ripresa

 

 

 

 

 

 

 

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Valsamoggia è stato adottato uno dei principali strumenti urbanistici comunali, il POC, il Piano Operativo Comunale che recepisce le richieste provenienti dalle attività produttive e dalla comunità locale: nuove imprese e riqualificazione del territorio.

Il POC

Il Comune ha il compito di elaborare il POC, strumento attuativo che va ad individuare gli ambiti di intervento/tutela/valorizzazione/qualificazione e in generale di trasformazione del territorio da realizzarsi nell’arco dei 5 anni. Per arrivare ad individuare questi ambiti, il Comune può attivare concorsi pubblici, bandi di manifestazioni di interesse ai quali possono partecipare i proprietari delle aree e gli operatori interessati a questi interventi. Il POC ha notevoli vantaggi. Uno su tutti: i diritti edificatori che verranno individuati attraverso di esso hanno validità 5 anni. Se alla fine dei 5 anni il proprietario non avrà presentato la richiesta di attuazione i diritti saranno cancellati. Quindi fine alle rendite a vita e alle speculazioni edilizie.

OBIETTIVI STRATEGICI

Gli obiettivi strategici e priorità del POC individuati dalla Giunta sono la riqualificazione e la rigenerazione urbana, le azioni di contrasto alla crisi economica rivolte al sistema produttivo, l’attuazione di edilizia residenziale sociale.

Il POC è uno strumento che si attua in base alle richieste che provengono dal territorio. Quello che noi abbiamo fatto è stato definire gli indirizzi: la nostra priorità è creare lavoro, rimettere in moto l’economia e valorizzare il nostro territorio fortemente infrastrutturato. Attraverso l’urbanistica, che è la leva principale per attivare questi settori – e quindi il POC -, riusciamo a farlo. Le imprese che hanno inviato le proposte (industria, commercio, agricole e terziario più alcuni servizi pubblici) tra pochi anni saranno nuove imprese sul territorio (o ampliamento di imprese esistenti) che significa nuovi posti di lavoro. Esattamente quella che è la priorità del nostro programma di mandato amministrativo. Sottolineo che Valsamoggia, POC compreso, rimane per oltre il 90% verde e per il 75% agricola. Questa amministrazione sceglie di creare nuovi posti di lavoro e trainare la ripresa. Purtroppo, evidentemente, questo non interessa alle opposizioni che qui da noi si oppongono all’insediamento di nuove imprese, mentre altrove dichiarano di voler approvare piani per nuove case da 600mila metri cubi di cemento.

LE RICHIESTE PERVENUTE

In virtù delle indicazioni date, la maggior parte delle manifestazioni di interesse riguardano gli ambiti produttivi, in particolare legati alla zona del Martignone e di Via Lunga mentre per la parte agricola la parte del leone la fa Savigno.

Andiamo verso nuovi posti di lavoro posizionati tra altro in zone adeguate come per esempio quella del Martignone. Mentre il residenziale recepito con il POC riguarda accordi precedenti tra i quali trasferimenti di insediamenti ritenuti incongrui (come nella zona alta di Savigno che riduce a un terzo la previsione) per portarli là dove ci sono già i servizi e infrastrutture.

Oggi a Valsamoggia non ci sono più appartamenti in affitto. Chi viene a lavorare sul territorio non trova casa. È proprio per rispondere alle esigenze del mercato che è ricominciata la costruzione di abitazioni previste nei piani urbanistici precedenti. L’esigenza di nuove case è anche un segnale di ricambio generazionale della nostra società: non solo questo è il segnale di territorio attrattivo ma c’è il risvolto positivo che riguarda una popolazione che così rimane giovane. 

IL PERCORSO PARTECIPATIVO

L’iter del POC è solo all’inizio. Durerà ancora 4/5 mesi prima di arrivare a una conclusione. È in questa fase che si può ragionare insieme ma sempre mantenendo come priorità il rispetto degli ambiti dati dalla Giunta e l’attrattività del territorio. Prima di arrivare al POC (strumento che prevede per la sua costruzione un percorso partecipativo) attualmente in discussione, e prima ancora con il PSC e il RUE sono state fatti numerosi incontri (78 solo a Crespellano) ma se dal territorio proviene la richiesta di maggiori chiarimenti certo non ci tireremo indietro e organizzeremo ulteriori incontri. Faccio comunque presente che il documento attualmente in discussione contiene tutte le opinioni di chi ha partecipato alla sua elaborazione.

CONSUMO DI SUOLO

Questo POC non attiva nuovi alloggi se non quelli previsti da accordi urbanistici già approvati precedentemente. Quindi da dove vengono i numeri che alcuni da anni ormai rincorrono? Si tratta di residui di piani precedenti: ne abbiamo ereditati di importanti perché in quei momenti storici si pensava di dover rispondere in modo energico all’espansione demografica. Oggi però è aumentata la consapevolezza che lo sviluppo infinito non può andare avanti. Dobbiamo però fare i conti con i diritti acquisiti del passato e lo facciamo attraverso nuovi piani nei quali impostiamo nuove priorità che vanno a cancellare alcune previsioni e accendono nuove aree solo per processi di riqualificazione e rigenerazione riducendo drasticamente il suolo consumato.

La solita ricorrente disinformazione ci dice che ci saranno 5.600 nuovi alloggi. Abbiamo già spiegato più volte che quel numero, che è riferito tra l’altro al bacino allargato a Zola Predosa e Monte San Pietro, comprende i piani regolatori del passato (dal 1989 al 2005) che lasciano in “eredità” circa 3.800 alloggi, i cui diritti edificatori sono già nelle disponibilità dei privati e che non sono ancora stati realizzati. Il PSC individua poi 1.800 potenziali nuovi alloggi (la metà, circa 900, per Valsamoggia) che nei prossimi 15 anni potranno essere attivati per sistemare situazioni del passato non più coerenti con i criteri attuali.

MUZZANO

Infine Muzzano. Per quel sito abbiamo di fatto caricato la scheda che ci ha consentito, come comune di Monteveglio, di acquisire l’area. Area sulla quale però non è stato fatto ancora il percorso partecipativo dal quale dovrà emergere la destinazione della porzione non destinata già servizi pubblici. Il percorso ci sarà e terrà in considerazione richieste ed esigenze del territorio. Rimane comunque assodato che la destinazione d’uso dovrà essere coerente con gli ambiti del POC.

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Aggiornamento nuova bazzanese

Grazie al Volo Club Arcobaleno, lo stato dei lavori a marzo 2017 della nuova viabilità di Valsamoggia. Come potete vedere siamo in fase molto avanzata, con le principali opere strutturali in corso di ultimazione. Un ringraziamento ai tanti tecnici e operatori impegnati nel progetto (ho aggiunto alcune didascalie per meglio orientarsi sul tracciato).

 

AGGIORNAMENTO NUOVA BAZZANESE. Grazie al Volo Club Arcobaleno, lo stato dei lavori a marzo 2017 della nuova viabilità di Valsamoggia. Come potete vedere siamo in fase molto avanzata, con le principali opere strutturali in corso di ultimazione. Un ringraziamento ai tanti tecnici e operatori impegnati nel progetto (ho aggiunto alcune didascalie per meglio orientarsi sul tracciato).

Pubblicato da Daniele Ruscigno su Mercoledì 5 aprile 2017

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Primaria Crespellano: in arrivo 110 nuovi posti auto. Lavori al via

Finalmente si parte. Dopo una lunga attesa (legata all’affidamento dello scorso anno per via di diversi accessi agli atti di gara), sono iniziati i lavori che dureranno complessivamente circa sei mesi per l’intero comparto ad esclusione del parcheggio della scuola che sarà terminato in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico 2017-18, ovvero a settembre.

Sono state modificate alcuni parti del progetto, anche per evitare ulteriori allungamenti di tempi: le principali sono l’avvicinamento del parcheggio alla scuola, che consentirà di ricavare 110 nuovi posti auto, e la creazione di un ponte carrabile al posto del solo pedonale. Confermato inoltre il parcheggio da 36 posti auto tra la scuola e via Rio.

PER EVITARE DISAGI, l’attuale parcheggio temporaneo ghiaiato RIMARRA’ DISPONIBILE fino a fine giugno. I lavori del parcheggio si svilupperanno in due fasi: a Pasqua sarà preparata l’area, allargando la parte ghiaiata per creare il pacchetto di fondo e, terminata la scuola, a giugno sarà completato con asfalto, illuminazione e fognatura.

La nuova viabilità comporterà la modifica del Viale della Stazione, che diventerà a senso unico, il completamento di Via Sartini e l’innesto diretto sulla via Bargellina di Via Madre Teresa di Calcutta/Via Rio, predisposto con il collegamento alla futura nuova Bazzanese.

 

Nella mappa – dove è visibile anche il tracciato della nuova bazzanese – sono indicati con il colore giallo, la nuova viabilità e i parcheggi.

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