Perchè SI al Comune Unico, Umberto Savini insegnante ex Dirigente Istituto Comprensivo Bazzano Monteveglio

“Nella mia vita professionale, di insegnante prima e direttore di scuola poi, ho sempre considerato l’innovazione come impegno normale imposto dalla necessità di risolvere i problemi quotidiani.
Naturalmente, ogni innovazione rappresenta la traduzione in fatti di ipotesi, senza
alcuna garanzia sul futuro, se non quella del personale massimo impegno per l’auspicato
successo.
Fu così quando pensammo al Tempo pieno come Scuola ordinata, attiva, educatrice.
Chi era pregiudizialmente contrario chiedeva “garanzie”: proprio come alcuni con
l’ipotesi del Comune unico. Al referendum voterò SÌ.” Umberto Savini, insegnante, ex Dirigente Istituto Comprensivo Bazzano Monteveglio

(dall’intervista de “il Taglio” novembre 2012)

Perchè SI al Comune Unico, Elisa Ravaglia educatrice Monteveglio

“Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di riduzione dei costi della politica, abolizione delle Province, accorpamento dei Comuni ed eliminazione dei privilegi. Nonostante le molteplici iniziative poco è stato fatto concretamente, se non attraverso tagli a pioggia sulle spese per i servizi che hanno avuto per effetto la deturpazione della loro qualità, ai danni di noi cittadini e lavoratori.
Ho vissuto per più di 20 anni a Monteveglio, da 6 lavoro nel plesso scolastico come educatrice e ho visto da vicino cosa significa nella pratica quotidiana questa riduzione di risorse a fronte di un sempre più conclamato bisogno da parte dei bambini e delle famiglie. È da questa considerazione, scevra di colore politico e pregiudizi, che guardo al progetto  sul Comune unico. Il punto forte di questa proposta è che finalmente i tagli non penderanno più sulle teste dei cittadini “dall’alto”, ma dal basso si genereranno risparmi in grado di dare più valore ad altri servizi che invece oggi rischiano di sparire o essere depauperati, come appunto le spese sul sociale. Non essendo più residente a Monteveglio, ma avendo a cuore l’interesse del territorio, che, lavorandoci ancora, vivo come “mio”, invito tutti i cittadini ad uno sguardo attento e ad una partecipazione a questo processo, da vivere come un’occasione, un’opportunità, una scelta di cui poter essere attori protagonisti. È una sfida difficile, il cambiamento sta già avvenendo, non aspettiamo che le scelte ci vengano imposte: prendiamo le redini del nostro futuro.” Elisa Ravaglia Educatrice Monteveglio

(dall’intervista pubblicata su “il Taglio” novembre 2012)

La Camusso in Valle Samoggia: SI al Comune Unico per rispondere ai bisogni delle persone

[Dall’intervento di Susanna Camusso a Bazzano, Seg.Generale CGIL – 14/11/2012]

Perché un segretario generale viene da Roma a parlare di FUSIONE DEI COMUNI?
Perché l’attuale situazione economica ha messo in crisi il PATTO DI CITTADINANZA, improntato sul fatto che alla base di tutto ci sia il LAVORO, tenuto insieme dal WELFARE.
Il compito di DARE IL WELFARE è stato spostato DAL GOVERNO CENTRALE AI TERRITORI, ed è per questo che la buona realizzazione della cittadinanza e dei territori diventa un problema che riguarda la condizione dei lavoratori, ovvero un problema dei sindacati.
La crisi e la tendenza al taglio delle risorse alle amministrazioni ci impongono di PENSARE A COME REAGIRE. C’è bisogno di più solidarietà e più territorio per dare risposta ai giovani. Si allunga l’età della vita e la risposta non può essere solo nazionale.
Se tutto questo è vero, soprattutto su un territorio dove la contrattazione sociale si è sempre fatta e si sono sempre messi davanti i bisogni delle persone, si può discutere di come fare al meglio questo progetto, ma va comunque affrontata la realtà di essere senza risorse. Altrimenti si può ricorrere all’approccio del governo ovvero RIASSETTO ISTITUZIONALE PER DECRETO.
Invece qui sono le amministrazioni locali che cercano di riappropriarsi positivamente delle istituzioni. L’attuale distacco nei confronti delle istituzioni non si colma ponendo barricate al cambiamento, ma piuttosto coinvolgendo i cittadini per scoprire che, con dimensioni maggiori e più forti, si possono dare risposte migliori ai loro bisogni e si possono anche superare un po’ delle tante divisioni createsi in questo periodo, così da realizzare l’idea di eguaglianza tra cittadini di comuni a pochi chilometri tra loro.
Cittadinanza, risposte ai bisogni, uguaglianza sono principi generali, di valenza nazionale.
Più che città metropolitane e titolo quinto, la PRIMA RIFORMA da fare ora è l’ACCORPAMENTO DEI COMUNI.. anche e soprattutto perché i cittadini che hanno bisogno vanno a bussare alla porta più vicina.

Questa è una scelta di responsabilità fatta da chi la propone. E’ una risposta positiva che i territori danno ai tecnici e alla politica nazionale nonché una dimostrazione che è possibile fare buona politica e buona amministrazione.
(grazie alla trascrizione di Valentina Balestrazzi e revisione GD Valle Samoggia)

SI al Comune Unico, Dott. Alessandro Baldini Comitati Dossetti Monteveglio

” Il progetto di fusione dei cinque Comuni della Valle del Samoggia mi vede oggi
molto favorevole dopo avere preso visione della documentazione e aver riflettuto,
ascoltato e discusso molte volte con persone che hanno espresso pareri
positivi, negativi o perplessi.

Argomento più convincente è il fatto che il nuovo Comune raggiungerebbe quella
dimensione oggi minima per poter meglio organizzare i servizi per il cittadino, elevando la
qualità professionale di tutti i dipendenti, specializzandone le competenze e riducendo gli
inutili doppioni di attività esigue e di modesta qualità; dimensione peraltro indispensabile
per una programmazione integrata di un territorio omogeneo, importante, ma spesso trascurato proprio per la sua frammentazione nella distribuzione di servizi essenziali per i cittadini: penso in particolare ai servizi socio-sanitari – in particolare all’Ospedale di Bazzano che avrebbe bisogno del sostegno convinto e convincente dell’Amministrazione di un Ente locale di peso –, alla mancanza di un istituto di scuole superiori, a una politica di trasporti globale, ecc.

In questa nostra società che va verso la continua frammentazione e verso lo sbriciolamento degli interessi individuali, giocati da ognuno contro gli altri, un movimento opposto, che assume implicitamente e necessariamente un principio di solidarietà verso le realtà territoriali più svantaggiate, a me pare sia il contenuto ideale ed etico più vero di questo progetto e ne rappresenti la vera identità, da costruire nel tempo pazientemente. Mi auguro una grande partecipazione al referendum e una convinta risposta positiva.” Dott. Alessandro Baldini Presidente Comitati Dossetti Monteveglio

(dall’intervista rilasciata a “il Taglio” novembre 2012)

Sandro Sghinolfi Auser Monteveglio, perchè VOTO SI al Comune Unico

“La decisione assunta dalle cinque Amministrazioni dei Comuni della Valle del Samoggia di creare un Comune unico ha una doppia valenza.

È una scelta di efficienza per diminuire i costi della politica e degli apparati necessari al funzionamento dell’Amministrazione, scelta che permette di liberare risorse da destinare al territorio e ai servizi alla persona che, per motivi diversi, faticano a essere autosufficienti o addirittura corrono il rischio di essere cittadini di serie B.

In secondo luogo è la dimostrazione di come la politica possa essere fatta da persone competenti, per bene, oneste, capaci e che hanno la lungimiranza propria di chi intende la politica come il mezzo più idoneo, efficace e nobile a garantire lo sviluppo e i servizi necessari a una comunità.

Si può ancora credere nella politica basta saper scegliere le persone e non stancarsi di controllare il loro operato.”  Sandro Sghinolfi Coordinatore Auser Monteveglio

(dall’intervista rilasciata a ‘il Taglio’ novembre 2012)

Diciamoci la verità – La grande bufala dei 5600 nuovi alloggi previsti dal PSC nella Valle del Samoggia

Da qualche tempo circola la voce secondo cui con il Comune Unico sarebbero previsti 5600 nuovi alloggi nella Valle del Samoggia. Abbiamo visto i cartelli di alcuni manifestanti a diverse iniziative e assemblee pubbliche. Perchè è una bufala? Ricorro alla sempre utile matematica per spiegarvi il concetto.

Il nuovo piano regolatore (che ora si chiama Piano Strutturale Comunale – PSC) è frutto di una collaborazione tra i sei comuni della attuale Unione (cioè i 5 della Valle Samoggia + Monte San Pietro) + Zola Predosa. Parliamo di circa 300kmq di territorio. I piani regolatori del passato (dal 1989 al 2005) lasciano in “eredità” circa 3800 alloggi, i cui diritti edificatori sono già nelle disponibilità dei privati e che non sono ancora stati realizzati. Cosa fa il nuovo PSC?

I vecchi piani regolatori assegnavano una capacità edificatoria. Quindi i proprietari di aree dichiarate edificabili diventavano subito titolari di un diritto edificatorio. Il PSC invece non è così. Individua una potenziale area che può diventare edificabile. MA NON ASSEGNA DIRITTI.

Detto questo, cosa fa il nuovo PSC? Individua potenziali nuovi 1800 alloggi nei prossimi 15 anni che potranno esser attivati per risolvere problematiche sul territorio relative anche pianificazioni superate e/o ritenute incongrue con le nuove politiche ambientali improntate al riutilizzo del patrimonio esistente e alla limitazione del consumo di nuovo suolo vergine. Ad esempio la località “Pradole” a Savigno prevista in mezzo ad un area verde di pregio è stata spostata in località Crespellano già urbanizzata utilizzando un po’ di nuovi alloggi (fino ad ora con le varianti di anticipazione è stata utilizzata una quota pari a poco più del 10% per risolvere problematiche urgenti). I 1800 sono poi sull’intero territorio dell’area bazzanese (cioè Valsamoggia + Monte San Pietro + Zola), quindi visto che il comune unico ne occupa circa la metà, i potenziali nuovi alloggi sono circa la metà di quelli indicati.

In definitiva, al netto della propaganda elettorale, il nuovo PSC per il nuovo Comune Unico introduce un MASSIMO di 900 POTENZIALI alloggi che potranno essere utilizzati nei prossimi 15 anni per sistemare situazioni del passato non più coerenti con le impostazioni attuali. E se non vi saranno necessità specifiche banalmente potrebbero anche non essere mai inseriti.

NOTA BENE: per avere un’idea delle proporzioni: Monteveglio nel Prg dell 1989 inserì circa 660 alloggi nel solo territorio comunale, ora i 900 alloggi sono sui 5 comuni; anche se fossero realizzati tutti e 900 (ed i restanti citati prima) il territorio urbanizzato rimarrebbe sempre meno del 5% del totale.

Le imprese della Valle Samoggia dicono SI alla fusione

Ieri sera presso la Rocca di Bazzano si è svolta una partecipata assemblea organizzata dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) locale e provinciale sul tema fusione dei Comuni della Valle del Samoggia. Gli oltre 150 imprenditori presenti hanno votato un ordine del giorno a sostegno del SI al referendum del 25 di novembre per la creazione del Nuovo Comune Unico come presupposto per cogliere le opportunità della strategica innovazione amministrativa proposta dalle amministrazioni locali.

Qui l’intervento conclusivo di Massimo Ferrante, Segretario Provinciale CNA Bologna (i lavori sono stati introdotti da Gherardi, CNA Bazzano e coordinati da Montaguti CNA Valle Samoggia): “Cosa ci dobbiamo aspettare dagli amministratori che governano i nostri territori? Credo almeno tre cose. La prima è un po’ di PROSPETTIVA non essere avvinghiati sul quotidiano a discutere soltanto delle nostre miserie e delle cose che non avremo più ma poter immaginare un futuro. Un po’ di CONCRETEZZA cioè poter immaginare un futuro partendo da proposte da dati da soluzioni da risorse da risposte rispetto alla domande. Ed infine un po’ di DISINTERESSE PERSONALE cioè non soltanto l’attaccamento alla propria carriera, al percorso, alla poltrona ma a un qualcosa che si lascia in eredità a chi verrà dopo. Io lo dico con sincerità questa sera tutte queste cose le ho trovate nel progetto di fusione e di conseguenza io penso che noi come CNA dobbiamo dare fiducia a questo percorso. Se voi siete d’accordo vi propongo di prendere un orientamento sulla base della maggioranza delle opinioni e per questo propongo un ordine del giorno in cui ribadiamo il nostro sostegno al progetto di Fusione dei Comuni della Valle Samoggia. Noi ci siamo e siamo a fianco di questo percorso. Se siete d’accordo io procederei in questo senso. (voto palese affermativo) Grazie a tutti voi, e a presto”.

Con il nuovo Comune Unico i servizi saranno più facili e vicini alla gente

Nello studio di fattibilità del nuovo comune unico della valle del samoggia uno dei più importanti temi affrontati è stata la modalità di erogazione dei servizi alla cittadinanza.

Il modello ricercato doveva avere due caratteristiche: servizi vicini ai territori e più facilmente fruibili.

Per questo la scelta è quella di mantenere l’accesso ai servizi esattamente dove sono ora, creando gli “Sportelli del Cittadino” nelle cinque municipalità attuali. In pratica il piano terra di ogni edificio diventerà la porta di accesso al Comune, e li si erogheranno la quasi totalità dei servizi alla popolazione. Il cittadino non avrà bisogno di recarsi presso la sede “centrale” del comune unico se non per situazioni molto particolari come ad esempio la realizzazione di una nuova abitazione o l’apertura di una nuova impresa perchè per tutto il resto dei servizi sarà lo Sportello del Cittadino presente in ogni muncipio a dare la risposta.

Evidenziato questo, la sede “centrale” è certo che sarà in uno dei palazzi comunali attuali per evitare di disperdere risorse nella costruzione di una nuova sede e la scelta verrà effettuata in base alla funzionalità e alla disponibilità di spazi idonei. Va sottolineato che verranno dismesse le attuali sedi della Polizia Municipale associata a Bazzano e dell’Unione dei Comuni a Castello che attualmente sono in affitto, risparmiando in questo modo ulteriori preziose risorse.

Due sono le differenze importanti che vale la pena rimarcare. Innanzitutto non ci sarà più la necessità di correre tra i vari uffici alla ricerca del modulo o della procedura giusta: lo Sportello del Cittadino sarà il semplice sportello al quale richiedere tutti i servizi, uniformi su tutta la vallata e con gli stessi regolamenti e procedure. Inoltre ogni cittadino potrà recarsi in uno qualunque degli sportelli dei cinque municipi, indipendentemente dalla sua residenza. Sicuramente una bella semplificazione rispetto ad oggi.

In secondo luogo la riorganizzazione del personale ci consentirà di aprire anche per qualche giorno alla settimana alcuni sportelli del cittadino nelle zone più lontane dai municipi che attualmente non dispongono di nessun ufficio pubblico. Si è fatto l’esempio in questo senso delle frazioni di Calcara e Cà Bortolani, che con il nuovo comune potranno avere servizi più vicini rispetto ad ora.

Il Comune Unico della Valle Samoggia punto di forza della Città Metropolitana

L’altra sera a Monteveglio in un sala piena di pubblico , il Sindaco di Bologna Virginio Merola e il segretario provinciale del PD Raffaele Donini hanno contestualizzato l’ipotesi del nuovo Comune Unico della Valle Samoggia nel riordino complessivo metropolitano. Ecco uno stralcio dell’intervento di Merola:

“Negli ultimi anni abbiamo assistito alla creazione di nuove province e nuovi comuni. Qui si va controcorrente, facendo scelte che altri dovranno seguire e che guardano al futuro. (Si tratta di) scegliere un’idea sana di autonomia che non è uguale a “ognuno mantiene i suoi piccoli poteri e le sue piccole risorse” ma (vuol dire) metterle in gioco per avere più risorse per affrontare i problemi della vita quotidiana delle persone. Questa piazza e questa abbazia rimarranno sempre, ma avranno molta più possibilità di vivere in una dimensione dove si spende meno per la gestione e si spende di più per gli utenti dei servizi. ” Approfondisci