Hera: Valsamoggia non vende

Si è tenuto ieri sera il Consiglio Comunale del Comune di Valsamoggia al cui ordine del giorno c’erano due punti che riguardavano l’Approvazione del contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari fra i soci pubblici di HERA SPA periodo luglio2015-giugno2018 e il mantenimento della quota delle azioni del gruppo HERA di proprietà del Comune di Valsamoggia e la richiesta di un patto di secondo livello metropolitano fra gli azionisti pubblici.

In seguito alle notizie del tardo pomeriggio provenienti dalle commissioni consiliari del comune di Bologna e alla notizia di un incontro il 23 di aprile con i rappresentanti sindacali nazionali, è stata votata dal consiglio comunale la sospensione dei due punti all’ordine del giorno.

Sono note a tutti le mie posizioni in tema di acqua e gestione del servizio idrico, dai tempi del referendum del 2011, da quelli dell’inserimento del principio dell’acqua come bene pubblico nello Statuto del Comune di Monteveglio quando ne ero il Sindaco. Sono altrettanto note le posizioni critiche espresse da Valsamoggia all’assemblea dei soci bolognesi del Patto di Sindacato in merito all’operazione proposta, di introdurre la possibilità di ridurre al 38% le azioni pubbliche in HERA.
Valsamoggia non solo non ha mai avuto intenzione di vendere azioni, ma valuterà eventuali acquisti e si farà portatrice presso gli altri soggetti della necessità di non scendere sotto il 51%.
Per questi motivi ho chiesto al Consiglio Comunale di votare la sospensione dei punti previsti in discussione nella seduta di ieri sera.
Su queste basi, dopo settimane di confronto, abbiamo stretto un accordo su questi principi con le tre principali sigle sindacali, CGIL CISL e UIL.
Auspico che alla fine di tutto questo percorso si possa arrivare, in seguito alla richiesta di altri territori, anche ad una revisione del patto di sindacato.

150417_CGILAl nostro fianco la CGIL con la quale siamo usciti qualche minuto fa con un comunicato congiunto. Di seguito le dichiarazioni di Gianni Monte

“La Cgil sottolinea il valore e la portata delle decisioni assunte dal Sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno per un duplice motivo: il primo sta nell’importanza di firmare un accordo con Cgil Cisl e Uil che rimarca il 51% di proprietà pubblica come valore fondante di una società come Hera; il secondo è che una multiutility a maggioranza pubblica e di servizio pubblico, per essere tale, deve avere un’idea di politica industriale che persegua l’obiettivo di legare indissolubilmente la proprietà dell’azienda al Territorio. La Cgil auspica che, a partire da scelte coraggiose come quelle fatte nel Comune di Valsamoggia, si valorizzi l’enorme patrimonio cognitivo e lavorativo presente in azienda e si rimetta al centro della mission di Hera i beni comuni e lo sviluppo ecosostenibile. #perunanuovahera.”

La nuova scuola di Monteveglio sarà in Via Dossetti n.1

150402_GiussppeDossettiSarà intitolata a Giuseppe Dossetti, partigiano-politico-teologo-monaco, la strada da cui sarà possibile accedere alla nuova Primaria di Monteveglio il cui indirizzo sarà quindi Via Dossetti, n.1. La giunta ha approvato la delibera all’unanimità.

150402_ViaDossettiDossetti (nato a Genova nel 1913), figura molto amata, è stato deputato alla Costituente e alla Camera, vicesegretario della DC di De Gasperi e partigiano in tempo di guerra. Nel 1951 si è ritirato dalla vita politica per dedicarsi alla ricerca storico teologica e ha fondato a Monteveglio una comunità monastica denominata la piccola famiglia dell’Annunziata. Nel 1959 è stato ordinato sacerdote. Nel 1996 è morto nella sua comunità a Oliveto di Monteveglio e oggi riposa nel cimitero di Monte Sole (Marzabotto, Bo), luogo memoriale di una strage nazista.

L’intitolazione della strada prospiciente la nuova Scuola Primaria di Monteveglio a Giuseppe Dossetti – ha dichiarato Giordano Bartolini, presidente della municipalità di Monteveglio – non solo ci vede, come Municipalità, concordi, ma diremmo anche orgogliosi e soddisfatti, per un riconoscimento dovuto ad un grande Padre Costituente, che andiamo fieri averLo potuto annoverare come nostro concittadino.
Abbiamo colto le sollecitazioni di gran parte della nostra cittadinanza circa la necessità di dare visibilità al nostro concittadino tanto illustre e l’occasione si è presentata con la dedica della suddetta strada.
La cosa ci appare non solo dovuta, ma assolutamente appropriata; sosteniamo infatti da tempo la necessità di educare ed insegnare ai nostri ragazzi e ragazze, fin dalla Scuola Primaria, l’importanza della nostra Costituzione e dei Valori in essa contenuti, valori che sono l’espressione e l’essenza della Democrazia e della Libertà, gli stessi Valori in difesa dei quali 70 anni fa vedeva il suo epilogo la Resistenza, con la Liberazione del 25 Aprile.
L’abbinamento Scuola-Costituzione non poteva trovare miglior espressione ed applicazione, soddisfando contemporaneamente il desiderio di tanti Cittadini di dare riconoscimento e visibilità tangibile a un Padre Costituente, nostro concittadino, grande figura morale, istituzionale e politica come il compianto Giuseppe Dossetti“.

Durante le iniziative per l’inaugurazione della nuova scuola primaria previste per settembre, sarà anche celebrata questa intitolazione.

Sotto alcune foto dei lavori esterni della scuola in via di ultimazione in attesa dell’avvio dei lavori per il parcheggio e la strada.

Valsamoggia: i vantaggi della fusione nella vicenda Imu agricola

La vicenda dell’Imu giunge al termine in modo estremamente favorevole per i nostri agricoltori, grazie alla fusione dei comuni. Chi non pagava nulla continuerà a non pagare e la maggior parte degli agricoltori che prima pagavano, saranno esenti.

LA VICENDA IN SINTESI

AgricolturaIl problema dell’Imu agricola risale al novembre 2014 quando il decreto attuativo firmato dai Ministeri di Economia, Interno e Politiche Agricole, suddivide i Comuni italiani in tre fasce di pagamento in base all’altitudine in cui si trova la casa comunale (nel caso di Valsamoggia, Piazza Garibaldi a Bazzano):
– fino a 280mt s.l.m. nessuna esenzione;
– fra 281 e 600mt s.l.m. esenti solo coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;
– oltre i 601mt s.l.m esenzione totale.

Ad una successiva formulazione, i territori montani tornano ad essere totalmente esenti e in quelli parzialmente montani, come Valsamoggia, ad essere esenti sono solo gli imprenditori agricoli professionali (IAP) e i coltivatori diretti (CD) che rappresentano il 90% di quelli sul territorio.

Ma per noi sarebbe comunque rimasto il problema di alcuni agricoltori proprietari di piccoli terreni. Per questo mi sono recato a Roma e con l’On. Marilena Fabbri, la cui collaborazione è stata determinante, abbiamo proposto un ordine del giorno che specificasse come tutti quelli che erano esenti, tali dovessero rimanere. L’odg è stato approvato dal governo con il parere favorevole del MEF e quindi, in sintesi, chi non pagava nulla continuerà a non pagare e la maggior parte degli agricoltori di Bazzano, Crespellano e Monteveglio (zona Montebudello) IAP e CD che prima pagavano una salata Imu, saranno esenti: parliamo di circa 200mila euro per la nostra agricoltura.

In attesa di questa conferma arrivata solo qualche ora fa, abbiamo concesso una proroga tecnica fino al 30 aprile per chi deve pagare, al fine di permettere di adeguare tutte le normative. Chi ha già pagato ma alla luce di queste novità risulta invece esente, sarà rimborsato (a breve verranno comunicati tempi e modi).

Inoltre come Comune abbiamo deciso di esentare tutti gli immobili strumentali agricoli che significa aver investito quasi 100mila euro dei risparmi della fusione per il mondo agricolo. In conclusione: LA FUSIONE DI VALSAMOGGIA porta al mondo agricolo circa 300mila euro – che saranno impiegati per valorizzare uno tra i più importanti aspetti produttivi e di tutela del nostro territorio -, molto di più di quanto fatto negli ultimi decenni complessivamente.

agricolturaChi ha speculato su questa vicenda se ne dovrà fare una ragione: il nuovo Comune di Valsamoggia porta e porterà solo benefici per la nostra comunità e se ci saranno problemi legislativi da risolvere, di volta in volta ci metteremo al lavoro e lo faremo, come è successo in questa occasione. Il risultato raggiunto è molto importante e ringrazio in particolar modo l’On Fabbri per il prezioso e determinate contributo, le tre sigle agricole – CIA, Coldiretti e Confagricoltura – che ci hanno sostenuto in questo percorso, e gli uffici comunali.

A breve verrà convocata anche una assemblea pubblica a Savigno per raccontare a tutti il lavoro fatto e le nuove prospettive che, grazie al nuovo comune, ci saranno per l’agricoltura.

(di seguito l’odg approvato alla camera)
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ATTO CAMERA

ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/02915/048

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 394 del 18/03/2015

Firmatari
Primo firmatario: FABBRI MARILENA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 18/03/2015

Stato iter:

CONCLUSO il 18/03/2015

Partecipanti allo svolgimento/discussione

PARERE GOVERNO 18/03/2015

ZANETTI ENRICO SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE

Fasi iter:
ACCOLTO IL 18/03/2015
PARERE GOVERNO IL 18/03/2015
RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 18/03/2015
CONCLUSO IL 18/03/2015

Atto Camera Ordine del Giorno 9/02915/048

presentato da
FABBRI Marilena

testo di

Mercoledì 18 marzo 2015, seduta n. 394

La Camera,

premesso che:

il Comune di Valsamoggia deriva dalla fusione dei Comuni di Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savigno in forza della legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 1 del 2013 che all’articolo 4 (norme di salvaguardia) prevede: «L’istituzione del Comune di Valsamoggia non priva i territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione europea e dalle leggi statali e regionali. Ai fini dell’attuazione della legge regionale dell’Emilia-Romagna 20 gennaio 2004, n. 2 (Legge per la montagna) e in parziale deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 5 della suddetta legge, il Comune di Valsamoggia è definito montano limitatamente ai suoi territori individuati come zone montane dalla Giunta regionale con la propria deliberazione n. 1734 del 2004, attuativa della legge regionale n. 2 del 2004, e accede ai benefici di legge in relazione alla popolazione e alla superficie dei suddetti territori;

anche la legge Delrio n. 56 del 2014 al comma 128 prevede espressamente che l’istituzione del nuovo comune non priva i territori dei comuni estinti dei benefici che a essi si riferiscono, stabiliti a loro favore dall’Unione europea e dalle leggi Statali;

in ordine al pagamento dell’IMU sui terreni agricoli la situazione pregressa era la seguente:

Savigno: territorio totalmente esentato;
Castello di Serravalle: territorio totalmente esentato;
Monteveglio: 94 per cento territorio esentato;

il provvedimento in esame penalizza i proprietari di terreni dati in affitto a coltivatori diretti siti nei comuni precedentemente esentati in quanto montati o parzialmente delimitati (come Monteveglio, al 94 per cento del suo territorio considerato montano) in quanto, per effetto della fusione, il Comune di Valsamoggia è stato classificato «parzialmente montano» mentre questi ultimi sarebbero stati classificati totalmente montani;

all’avvio del percorso di fusione dei comuni, si è sempre garantito a queste comunità che non avrebbero perso i diritti intrinsechi al loro essere zone montane, dal regime fiscale alla zonizzazione dei GAL,

impegna il Governo

a chiarire che i comuni nati da fusione, ai quali si applicano le leggi sopra citate, mantengono il diritto previgente all’esenzione dell’IMU agricola sui territori degli ex comuni montani già titolari dei suddetti benefici in quanto riconosciuti totalmente esenti o nella percentuale esentata; per quanto attiene al Comune di Valsamoggia si riconoscono i benefici già riconosciuti agli ex Comuni di Savigno, Castello di Serravalle e Monteveglio.

9/2915/48.

 

Al lavoro su frane e smottamenti in Valsamoggia

Via Puglie
Via Puglie

Dopo l’inverno intenso che sta ormai finendo e la primavera che arriva con il suo carico di pioggia non sappiamo quanto intenso, facciamo il punto sulle frane e i dissesti che riguardano il nostro territorio (l’elenco successivo non è completo e non comprende strade private e vicinali).

Castello di Serravalle

  • Via Tiola: qualche piccolo smottamento che viene tenuto monitorato.
  • Via Serra: si registra un piccolo smottamento che al momento non interessa la sede stradale.
  • SP70: la strada provinciale (ora della città metropolitana) sarà oggetto di un tentativo di intervento di minima per il ripristino della viabilità almeno a senso alternato non appena le condizioni meteo lo permetteranno. L’intervento risolutivo, del costo di oltre 100mila euro, è all’attenzione degli organi competenti ma attualmente non vi sono previsioni sulle tempistiche.

Monteveglio

  • Via Marzatore: erosione in atto in fregio alla Comunale, al momento transennata per ragioni di sicurezza (vedi foto).
  • Via Maiola: cedimento della scarpata di valle che, al momento, non interessa la sede stradale. Si provvede a installare opportuna segnaletica.
  • Via Invernata: (vedi foto): stanziate le risorse necessarie al ripristino. Appena il terreno sarà asciutto, si interverrà per la rimozione e la conseguente riapertura della viabilità. Saranno ripristinate anche la sponda del Rio Marzatore e l’argine stradale in via Paolazzo.
  • Via Puglie: si registra lo smottamento della parte di monte e il cedimento della scarpata di valle (vedi foto). Non appena il terreno si asciugherà e si stabilizzerà, si interverrà per mettere in sicurezza la sede stradale nella parte di valle. Poi verrà rimosso il terreno franato da monte e verrà ripristinata la viabilità.
  • Via Sassuolo: la situazione è critica per i continui episodi di “caduta massi” sulla strada e il cedimento della scarpata verso valle (vedi foto). Per ridurre il pericolo sarà svolto un intervento di rimozione dei massi potenzialmente instabili in attesa di un intervento definitivo.
  • Via Barlete: cedimento al momento sotto monitoraggio (foto);
  • Via Ca’ Bianca: cedimento al momento sotto monitoraggio (foto);
  • Via Volta: movimento franoso in atto;

Savigno

  • Via Vignola dei Conti: movimento franoso in atto.

Valsamoggia esempio positivo al convegno sull’innovazione amministrativa. Le parole di Fassino.

DSC_0882Sabato mattina ho partecipato a un convegno sui temi dell’innovazione amministrativa e delle gestioni associate dei comuni, Unioni e Fusioni, presso la sala del Consiglio dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo a Tavullia (PU), dove insieme ad altri Sindaci e presidenti di Unioni e rappresentanti UNCEM, API e ANCI ho contribuito al dibattito parlando dell’esperienza di Valsamoggia.
I lavori sono stati conclusi dal presidente dell’Anci, il sindaco di Torino, Piero Fassino che ha pronunciato importanti parole sulla necessità di mettere i Sindaci, che sono le figure istituzionali spesso più conosciute e riconosciute, nelle condizioni di rispondere pienamente alle aspettative e ai bisogni della cittadinanza.

Piero Fassino ha sottolineato la necessità di invertire la tendenza di continui tagli alle risorse dei comuni, perchè il sacrosanto scopo di risanare il debito pubblico non può pesare in modo sproporzionato su questi enti locali che rappresentano soltanto il 2,5% del debito pubblico italiano e il 7,6% della spesa pubblica. Ha poi richiamato in modo forte la necessità di maggiore autonomia, fatta da un livello centrale che stabilisca macro-obiettivi per tutti, ma che poi lasci agli enti locali, che sono in contatto diretto con i cittadini e conoscono le priorità dei territori, la libertà di decidere come raggiungerli. Senza autonomia infatti non può esserci piena responsabilità.

DSC_0885Il presidente Anci è poi arrivato al tema centrale del riordino istituzionale tracciando un interessante parallelo con la variabile demografica e il suo peso nel funzionamento della macchina pubblica di una comunità, portando come esempio i Paesi scandinavi dove essa ha inciso pesantemente nella possibilità di costruire un welfare state di quel tipo.
Partendo dal fatto che in Italia ci sono 8mila comuni totali (di cui 5mila con meno di 5mila abitanti e, tra questi, 3mila con meno di 3mila abitanti), il punto centrale della sua argomentazione, che ritengo condivisibile anche alla luce della nostra esperienza, è che la dimensione dei comuni incida direttamente sulla qualità e sulla quantità dei servizi che essi riescono ad erogare. Accanto a questo e ai risparmi che avvengono con le razionalizzazioni, raggiungere la dimensione ottimale mette poi i comuni nelle condizioni – e con il giusto peso – di rivendicare la necessaria autonomia dai livelli di governo superiori. Un’autonomia che restando come sono, i comuni non saprebbero gestire, non il peso e le strutture adeguate a farlo.

Rimarcando la necessità di non accontentarsi delle Unioni che possono in ogni caso essere un utilissimo stadio intermedio per arrivare alle fusioni e dare ai comuni quelle dimensioni ottimali necessarie per dare ai cittadini più servizi e rispondere alle loro aspettative, il presidente Fassino ha poi concluso con l’intenzione di presentare come Anci nuove proposte per incentivare Unioni e Fusioni, sottolineando la necessità di valorizzare al massimo tutti i luoghi dove questo è stato fatto – con cifre ed esperienze concrete alla mano – per inserire anche il riordino istituzionale degli enti locali nel grande progetto di ridisegno istituzionale che sta attraversando il nostro Paese a tutti i livelli.

Ecco perchè sono sempre molto disponibile a presentare l’esperienza di Valsamoggia e condividere e discutere tutti i passaggi di questo percorso. Sono convinto che il nostro Paese abbia bisogno di innovazione e di diffusione di pratiche di cambiamento che, finché sono poco diffuse, possono creare timori e dubbi nella popolazione ma che in realtà sono una sfida di cui la politica e gli amministratori si devono fare pienamente carico: solo partendo dalla riforma di noi stessi, per dare risposte ai cittadini, potremo rimetterci in moto tutti insieme e realizzare un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni.

Valsamoggia: in moto la macchina dei risarcimenti

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Quella di ieri sera è stata un’assemblea pubblica partecipatissima, non solo per le tante persone intervenute di persona ma anche per quelle collegate da casa grazie allo streaming. Abbiamo fatto il punto su quello che è stato, e lo dico senza timore di essere smentito, il più grave evento che ha colpito il nostro territorio negli ultimi 20/30 anni. Sono i numeri a dimostrare che non è un’esagerazione: migliaia di alberi caduti ovunque, circa 6mila utenze staccate pari a 10mila persone cioè un terzo dell’intera popolazione di Valsamoggia al buio, 150mila euro per gestire la prima emergenza e almeno 700mila per il ripristino del territorio.

Abbiamo avuto nevicate più abbondanti di questa, ma le caratteristiche della neve caduta tra il 5 e il 6 febbraio scorso, hanno fatto danni inimmaginabili. Ciononostante, ora che l’emergenza è finita, l’amministrazione è impegnata su un doppio versante: risarcimenti da un lato, ripristino e prevenzione dall’altro.

RISARCIMENTI FAMIGLIE
Il problema più grave è direttamente collegato al blackout ENEL che ha spento la luce a migliaia di persone. Federconsumatori, presente all’assemblea, ha rassicurato sul fatto che i rimborsi automatici previsti dalla delibera 198/2011 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, arriveranno direttamente in bolletta Enel nel giro di 3/4 mesi, e si sono raccomandati di controllare che il rimborso corrisponda effettivamente a quanto dichiarato cioè 300euro per distacchi superiori ai 3 giorni e mezzo.

Ma in Valsamoggia ci sono famiglie che sono rimaste senza luce per un periodo di tempo molto superiore ed è per questo che sono state presentate proposte che mirano a ottenere un risarcimento più alto. Gli avvocati e i rappresentanti di Federconsumatori hanno fatto presente di avere un precedente del 2012 verificatosi in Lazio, precisamente a Frosinone, che consentì di tentare una strada alternativa, più rapida e forse più efficace della class action. Si tratta di un tavolo di conciliazione nel quale si andranno a trattare i rimborsi che andranno ad aggiungersi a quanto già previsto dalla delibera. In questo modo il capitolo “rimborso-Enel” potrebbe risolversi più velocemente e si eviterebbe una lunga causa che non dà nessuna sicurezza di soddisfazione. Quindi, non una causa collettiva ma una tutela collettiva attraverso una conciliazione. Perché l’obiettivo è rimborsare le famiglie e farlo il più in fretta possibile visto che ci sono persone che stanno sostenendo spese impreviste e ingenti. E, oltre al risarcimento, puntare anche alla prevenzione perché le grandi imprese negli ultimi anni hanno lucrato sui territorio senza fare prevenzione. E invece bisogna obbligarli a passare dall’emergenza alla prevenzione. E’ una cosa che va pretesa.

Per poter iniziare il prima possibile con la fase del risarcimento, è necessario che tutti i cittadini presentino una domanda che contenga la descrizione e la quantificazione del danno. La modulistica sarà a breve disponibile sul sito del Comune e in tutti gli Uffici Polifunzionali.

Al fine di agevolare i cittadini, l’amministrazione concederà uno spazio temporaneo a Federconsumatori (e a tutte le associazioni di consumatori che lo vorranno) che sarà così sul territorio a diretto contatto dei cittadini per ulteriori chiarimenti e nella fase di presentazione delle domande. Call center Federconsumatori: 051 6087120.

Ai disservizi di Enel, si aggiungono poi quelli legati alla mancanza di acqua da parte di Hera e quelli di TELECOM che ad oggi conta ancora decine di utenze scollegate. Proprio per Telecom, Federconsumatori ha informato che esiste una strada veloce che va intrapresa immediatamente. Si tratta di una procedura d’urgenza a costo zero per gli utenti che si chiama GU5 e che, tramite il coinvolgimento di Corecom, nella pratica obbliga il gestore a riallacciare la linea entro due giorni dalla segnalazione pena una salatissima multa per ogni utente che segnala il disservizio.

150218_assembleapubblicaneveRISARCIMENTI AMMINISTRAZIONE
Il problema più grosso che abbiamo avuto dopo Enel è stato quello dello spazzamento neve. E’ emerso in modo lampante che la ditta che ha vinto l’appalto non è stata in grado di gestire la situazione come da contratto, mostrando numerose lacune nel servizio. Abbiamo dato mandato all’ufficio legale di muoversi per ottenere il risarcimento perché il capitolato da noi realizzato è stato disatteso su punti che per noi erano fondamentali e che si sono rivelati critici nei momenti dell’emergenza. Gli errori sono imperdonabili e andremo fino in fondo.

PREVENZIONE
E mentre la macchina dei risarcimenti è avviata, arriva anche il tempo dei bilanci. Tempo di analizzare quanto è successo e agire in modo che non ci si debba più trovare in situazioni simili. Queste le azioni principali:

  • schede di priorità in modo che ogni mezzo spazzaneve sappia con certezza quali sono le strade da spazzare prima e quali da spazzare dopo;
  • suddividere il territorio in più sottozone per poter contare su un maggior numero di terzisti sulle strade;
  • fare un appalto per avere a disposizione più squadre di intervento sul verde che possano andare con i terzisti a liberare le strade da alberi caduti fin dai primi momenti dell’emergenza;
  • GPS obbligatorio su ogni mezzo e collegato online in modo che la situazione sia sotto gli occhi di tutta la popolazione in tempo reale “perché 30mila occhi – dice Ruscigno – sono meglio di pochi occhi”.
  • estendere ulteriormente i mezzi di comunicazione alla popolazione aggiungendo a quelli attualmente a disposizione (whatsapp, social, sito, megafoni per arrivare dove non c’è la luce) anche l’acquisto di alcune Radio Tetra come quelle utilizzate dalle forze dell’ordine che possano consentirci le comunicazioni anche in assenza di linea e corrente.
  • volontariato: fino ad oggi questa preziosissima attività ha funzionato con il passaparola e l’iniziativa spontanea dei cittadini ma perché sia il più efficace possibile, necessita di un coordinamento. In collaborazione con le associazioni già presenti sul territorio, si potrà dunque implementare la lista di volontari e renderla ufficiale in modo che all’occorrenza possano essere convocati per aiutarci con la comunicazione porta-a-porta e perché no, anche con la pala.

RINGRAZIAMENTI
E in conclusione, i doverosi ringraziamenti a quanti nei giorni dell’emergenza non hanno mai fatto mancare il loro supporto. Innanzitutto all’intero corpo di Polizia Municipale che non ha esitato un secondo quando abbiamo chiesto loro straordinari che si sono rivelati poi essere H24; ai Carabinieri dei quattro Comandi presenti sul territorio che hanno aperto la strada a Enel e ci hanno aiutato a soccorrere le persone; ai Vigili del Fuoco, che abbiamo sentito molto vicini nell’emergenza, che hanno segato alberi, recuperato acqua e fatto innumerevoli e preziosissime cose; la Pubblica Assistenza che ha permesso di tenere aperti i presidi di emergenza; la Protezione Civile che ha percorso chilometri e chilometri di territorio; il personale comunale che si è messo a disposizione giorno e notte per non far mancare il supporto ai cittadini in situazione di emergenza; ai Consiglieri e Assessori tutti; ai cittadini comuni che hanno spalato e a quelli che hanno aperto la loro porta ai vicini più sfortunati. Grazie davvero a tutti perché senza il supporto di ciascuno di voi, gestire l’emergenza sarebbe stato ancora più difficile.

 

Neve: ritardi, responsabilità, risarcimenti

FullSizeRender-1Ci sono ancora famiglie al buio. Non nevica più da 4 giorni eppure ci sono ancora case senza corrente elettrica. E’ lo strascico di questa nevicata da 70cm che secondo gli esperti equivalgono a 120cm. In questa situazione il Comune ha deciso, in collaborazione con Federconsumatori di tentare la via della causa collettiva, class action, contro Enel. Perché riteniamo che il rimborso, che pure arriverà in automatico in base a norme di legge per tutti gli utenti rimasti al buio per oltre tre giorni, non sia sufficiente a risarcire il danno che hanno subito quelle famiglie e quelle imprese che per giorni sono rimaste senza luce.

Sono cinque giorni che sono sul territorio insieme alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Municipale, ai Carabinieri e a tutti gli operatori comunali e consiglieri e assessori per rispondere alle esigenze di una cittadinanza che per troppi giorni ha avuto soltanto il Comune come unico punto di riferimento. Avrei avuto bisogno anche del supporto di Enel, perché è stato chiaro fin dai primi blackout che l’emergenza vera sarebbe stata la luce. Purtroppo così non è stato. Nessuna risposta per giorni. Nessun contatto che potesse darci un quadro della situazione e ci permettesse di organizzare al meglio la macchina dei soccorsi. E intanto moltissime famiglie erano al buio e al freddo. Famiglie con anziani, con bambini piccoli. E’ inaudito che proprio nel momento del massimo bisogno siamo stati abbandonati a noi stessi. Per questo abbiamo creato presidi per la notte, messo decine di cittadini in albergo, rifornito di acqua la cittadinanza, siamo andati a prendere cittadini in difficoltà con le poche auto a disposizione dell’amministrazione e fatto il possibile per mantenere la cittadinanza informata, sia battendo il territorio con macchine con altoparlanti e porta a porta, sia con i mezzi di comunicazione.

FullSizeRender-6Ma non c’è solo Enel nei miei pensieri. Al momento le mie energie sono ancora totalmente impegnate per superare l’emergenza. Ritengo però giusto prima di tutto scusarmi in maniera ufficiale, anche da parte dell’Amministrazione, per il servizio di pulitura strade e spazzaneve. Si sono verificati ritardi inaccettabili soprattutto in alcune zone del territorio. Una volta passata l’emergenza faremo il punto di quanto è successo e metteremo al corrente anche i cittadini che hanno il diritto di conoscere come sono andate le cose, a quanto ammontavano le cifre investite e che cosa intendiamo fare nei confronti di chi non ha rispettato il contratto di appalto. Ci sono persone che non sono potute andare a lavorare con, in alcuni casi, il conseguente blocco della produzione in un momento in cui sappiamo tutti quanto è importante non perdere giornate di lavoro. Per questo ci siamo organizzati con un nostro avvocato e andremo in fondo a questa storia con il fornitore che ha vinto l’appalto.

Il capitolo della richiesta danni è complesso e dettagliato e per questo, la prossima settimana, in una giornata che verrà definita a breve e poi comunicata in modo tempestivo alla popolazione, verrà organizzata un’assemblea pubblica (18 febbraio ore 20.45 presso palestra scuole medie di Bazzano) durante la quale, insieme a Federconsumatori, spiegheremo bene come ci si deve muovere e quali potrebbero essere i tempi di risposta, chiedendo a tutti i cittadini di unirsi al comune per la richiesta di risarcimento danni che hanno colpito la nostra intera comunità.

Intanto, fin da ora, chiunque abbia subito un danno, può presentare la richiesta di risarcimento agli sportelli Polifunzionali operativi e presenti sul territorio. La richiesta potrà essere presentata in qualunque forma (mail o carta libera) ma l’importante è che riporti nome e cognome del richiedente, la descrizione del danno e la sua entità, i recapiti per poter essere ricontattati.

Notizie in tempo reale ai cittadini con l’app Whatsapp

Whatsapp, la chat più usata al mondo, prende una piega istituzionale e, a partire da oggi, viene adottata dal Comune per comunicare in tempo reale con tutti i cittadini che ne faranno richiesta.

WhatsApp_logo-verticalNotizie di interesse pubblico, informazioni e aggiornamenti direttamente sullo smartphone per rimanere aggiornati su allerte meteo, annunci della protezione civile, emergenze dell’ultim’ora (come per esempio la rottura di una tubatura che può provocare una modifica alla viabilità), chiusura scuole causa scioperi o altro, ma anche notizie istituzionali come le scadenze dei pagamenti.

Una nuova modalità di comunicazione che affiancandosi al sito internet e ai social network, riempie uno spazio che era vuoto e modificherà sicuramente le abitudini di una parte dei cittadini che non dovranno più andare a cercare le informazioni perché saranno le informazioni ad arrivare direttamente nelle loro mani.

Whatsapp è una applicazione che viene utilizzata quotidianamente da chiunque abbia uno smartphone. Per questo partiamo con questo servizio gratuito che ha il grande vantaggio dell’immediatezza. Quando sul territorio abbiamo un’emergenza il primo pensiero è sempre quello di avvertire per tempo la popolazione. E Whatsapp in questo senso ci garantisce non solo immediatezza ma anche capillarità perché raggiunge il cittadino ovunque si trovi.

Il nuovo servizio sarà attivo a partire da oggi. I cittadini che vorranno usufruirne dovranno memorizzare tra i propri contatti il numero 335 7138712 e inviare un messaggio Whatsapp con scritto “ATTIVA NEWS VALSAMOGGIA”. Le notizie che verranno diffuse mediante questo canale saranno quelle di interesse pubblico che richiedono una maggiore capillarità.

Il servizio è gratuito ed è soggetto a libera sottoscrizione da parte dei cittadini. Con l’invio del messaggio, il titolare dell’utenza telefonica autorizza il Comune di Valsamoggia a trasmettere, tramite l’applicazione Whatsapp, news relative al territorio di interesse pubblico. Ciascun utente potrà cancellarsi dal servizio in qualsiasi momento mediante invio del messaggio “DISATTIVA NEWS VALSAMOGGIA”.

Il numero di cellulare è valido solo per questo servizio e non può essere utilizzato per contattare il Comune.

La Fondazione Rocca dei Bentivoglio abbraccia la Valsamoggia

RoccaBazzanoLa Fondazione Rocca dei Bentivoglio, fondata nel 2007 dal Comune di Bazzano con il compito di gestire le attività culturali si amplia all’intero territorio di Valsamoggia avendo deciso di valorizzarne il ruolo e aumentarne le competenze per farla diventare strumento per la realizzazione di percorsi di valorizzazione culturale e turistica. Il tutto in stretto raccordo con l’Assessorato alla Cultura, che mantiene il compito di dare le linee di indirizzo all’attività culturale di tutta la Valsamoggia.

AUMENTO ATTIVITA’: a partire da ora faranno capo alla Fondazione, oltre alla realizzazione di attività culturali, anche le biblioteche, i musei e gli archivi storici di tutto il territorio. A questi compiti se ne aggiunge un altro, fondamentale per Valsamoggia: la promozione turistica. Non solo dei luoghi e delle iniziative, ma anche di tutte quelle tipicità che fanno unico il nostro territorio.

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Silvia Salmeri

PERSONE: il compito di raggiungere gli obiettivi indicati dall’Assessorato alla Cultura spetterà quindi al nuovo Direttore, Silvia Salmeri, in collaborazione con il Consiglio di Indirizzo di cui, insieme a Giovanni Battista Parente confermato Presidente, fanno parte Antonio Bertusi, Alberto Rodella, Laura Nanni, Gino Gianuizzi, Renzo Fattori, Riccardo Pianesani e Maria Grazia Palmieri. In Consiglio di Amministrazione, sotto la supervisione di Giovanni Battista Parente, Mario Castellari e Francesco Finotti.
Le persone che compongono il Consiglio di Indirizzo, in gran parte rinnovato, provengono da tutto il territorio perché riteniamo fondamentale che tutti i municipi di Valsamoggia siano rappresentati, così come gli ambiti delle aziende private, dell’associazionismo, del privato sociale.

BUDGET: le attività della Fondazione verranno finanziate in gran parte dal Comune di Valsamoggia. Nel 2015 – come previsto dal bilancio pluriennale previsionale – le saranno trasferite circa 450mila euro, pari a più del doppio di quanto aveva a disposizione con la precedente gestione.

Rubati una parte dei pannelli fotovoltaici della nuova scuola di Monteveglio

imag1109Purtroppo l’azienda costruttrice della nuova scuola primaria di monteveglio ci ha informato che ha subito il furto di alcuni dei pannelli fotovoltaici della struttura, attualmente in fase di collaudo prima della consegna definitiva.

Nonostante fosse presente un presidio privato di guardia al cantiere, i ladri hanno agito e portato via un numero consistente di pannelli, senza, almeno, danneggiare la struttura e lasciando gli inverter.

Per questo il danno economico, tutto comunque a carico dell’azienda privata e della sua assicurazione, è limitato rispetto a quello che potenzialmente poteva essere.

Naturalmente la scuola, non appena consegnata ufficialmente all’amministrazione, sarà dotata di tutti i sistemi di allarme per arginare le ormai frequenti azioni che si svolgono sull’intero territorio italiano ad opera di bande sempre più specializzate.